Prevenzione e trattamento delle ulcere da pressione

Ulcere da pressione: un problema sociale in aumento

Di: Mölnlycke Health Care, luglio 23 2014Pubblicato in: Prevenzione e trattamento delle ulcere da pressione

E’ un dato di fatto che, a livello mondiale, la popolazione anziana sia in costante aumento; anche per il nostro paese, i dati ISTAT al 31 Dicembre 2010 confermano lo stesso tipo di tendenza , con una fascia di popolazione anziana (“over” 65) in costante aumento, rappresentando, sempre secondo questi dati, il 20,3% del totale della popolazione. Pertanto, l’indice di vecchiaia (grado di invecchiamento della popolazione) passa da un valore di 87,6 del 1989 a 144,5 del 2010. In buona sostanza, gli “over” 65 nell’ultimo decennio sono aumentati di circa 2.000.000 di unità.

Questo fatto comporta tutta una serie di considerazioni e azioni, soprattutto preventive, finalizzate a ritardare e a contrastare il fisiologico decadimento delle attività quotidiane di ciascun individuo, legato anche al mutamento delle condizioni psico-fisiche e cliniche.

Una delle sfide più impegnative che gli operatori sanitari si ritrovano costantemente ad affrontare è la prevenzione di una delle ricorrenti e più temute conseguenze dell’invecchiamento e dell’allettamento ospedaliero: le ulcere da pressione, che,  oltre ad impattare negativamente sulla qualità di vita dei pazienti (e dei loro familiari), comportano anche un notevole onere socio-economico.

E’ stato rilevato che un 20-25% di posti letto ospedalieri sono occupati da pazienti con ulcere da pressione, e che il 60-80% di questi pazienti ha sviluppato questo tipo di ulcere durante il ricovero in ospedale1. In Italia, i dati preliminari2 di uno studio di prevalenza nazionale, che ha valutato 13.081 pazienti ricoverati in 24 strutture ospedaliere, ha documentato un tasso di prevalenza pari al 10,97%, non associabile, però, ad un’adeguata risposta in termini di applicazione di misure preventive, adottate, infatti, soltanto nel 9,4% dei casi2,3. Uno studio successivo, condotto presso 20 ospedali, nei reparti di neurologia, geriatria, chirurgia, ortopedia, medicina interna, neurochirurgia, rianimazione ed urologia, con 12.048 pazienti arruolati e valutati, ha documentato una prevalenza totale dell’8,6%, mentre la valutazione eseguita per singoli reparti ha evidenziato come nelle rianimazioni, neurochirurgie e geriatrie vi fossero prevalenze maggiori, rispettivamente, pari al 26, 6, 13 e 11%, verosimilmente in rapporto alla presenza di pazienti più compromessi.

Altri studi condotti dall’Associazione Infermieristica per lo Studio delle Lesioni Cutanee (AISLeC) riportano dati di prevalenza intorno al 13%3.

Un’ indagine di prevalenza del 2004, condotta dall’Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio, su un campione di 15 RSA, per un totale di 1.111 pazienti valutati, con età media di 79 anni, ha fatto rilevare una prevalenza complessiva del 6,9%, con il 67% delle lesioni ad insorgenza durante il soggiorno in RSA e l’11% durante un ricovero temporaneo in ospedale4.

La prevalenza delle lesioni da pressione rilevata è risultata in linea con quanto riportato anche da altri studi condotti in analoghi ambiti assistenziali di altre Regioni italiane, quali l’Emilia Romagna (prevalenza LDD nelle varie strutture 29,4% - fonte Agenzia Sanitaria Regionale ER, Dossier 76 - 2003) ed il Friuli Venezia Giulia (fonte ARS, Agenzia Regionale della Sanità, Programma di Prevenzione e Trattamento delle Lesioni da Decubito, Febbraio 2006 - tasso prevalenza totale anno 2000, 13,8%; anno 2001, 14,7%; anno 2002, 15,3%; anno 2003, 14,7%).

I costi a carico del sistema sanitario, principalmente attribuibili a pazienti con ulcere da pressione, curati in regime di ricovero per un periodo di tempo mediamente triplo5 rispetto alla norma, potrebbero essere abbattuti, o, quanto meno, ridotti. Risulta pertanto ovvio implementare e adottare strategie di prevenzione che riducano la spesa sanitaria, altrimenti in costante aumento.

 

Importanza delle strategie di prevenzione

 

Nel 2012, un gruppo esperti nella prevenzione e nel trattamento delle ulcere da pressione, provenienti da Australia, Portogallo, Regno Unito e Stati Uniti ha elaborato un documento di consenso (Dichiarazione di Consenso), basato su raccomandazioni finalizzate all'impiego delle medicazioni nella prevenzione delle ulcere da pressione7.

E’ stato osservato che una cospicua casistica di ulcere da pressione di acquisizione ospedaliera (HAPU) si verifica frequentemente e tendenzialmente nei reparti di terapia intensiva (ICU) (12-42%)8, con un tasso di insorgenza durante gli interventi chirurgici che varia dal 12% al 66% nei pazienti operati.

La regione sacrale è generalmente considerata l’area di insorgenza più frequente per le ulcere da pressione, con un’incidenza del 31% in ospedale9, tuttavia dati più recenti indicano che anche l'incidenza delle ulcere del tallone è in aumento: difatti, il tallone è solitamente considerato la seconda sede più ricorrente per questo tipo di ulcere10.

I dispositivi medici utilizzati per la gestione di queste ulcere rappresentano un interesse crescente, tenendo comunque presente che esse possono insorgere in qualsiasi altra parte del corpo, anche in sedi atipiche.

L’origine di questo tipo di lesioni è stata identificata in due meccanismi fondamentali: compressione e stiramento (forze di taglio), che hanno momenti patogenetici differenti, ma condividono il processo di base, ossia la necrosi ischemica da interruzione del flusso nella rete capillare arteriosa e venosa.

La compressione determina un danno ai tessuti molli, di solito superficiali ad una salienza ossea, dopo prolungata stazione su un piano rigido, soprattutto quando la pressione di compressione supera i 32 mmHg, corrispondenti alla pressione capillare, che appunto determina l'occlusione dei vasi sanguigni; l’espressione di questo meccanismo si traduce in danni a livello cutaneo e ai tessuti sottostanti11. Nello stiramento, invece, lo slittamento dei tessuti sui piani sopra e sottostanti porta all'angolazione dei vasi e alla loro conseguente occlusione; anche in questo caso, l’espressione finale si tradurrà in lesioni cutanee, estese ai piani sottostanti11.

Un altro fattore importante, finora trascurato, nel meccanismo di insorgenza delle lesioni cutanee è il microclima cutaneo, cioè il mantenimento di quelle condizioni ottimali di umidità, tra il 40 e l’80%, che garantisce un’adeguata elasticità della pelle. Il bilanciamento del microclima è un fattore correlato all’utilizzo delle medicazioni: infatti, medicazioni che trattengono l'umidità sulla superficie cutanea ne riducono la resistenza e la espongono al rischio di macerazione; se, invece, assorbono troppa umidità possono predisporre la cute a lesionarsi, perché troppo secca.

In questa serie di contestualità, come può una medicazione giocare un ruolo importante nella prevenzione delle ulcere da pressione? E quali caratteristiche dovrebbe avere questa medicazione?

Nel Documento di Consenso, alcuni esperti hanno identificato una medicazione pluristratificata, in schiuma di poliuretano, con uno strato di contatto unico, a microaderenza selettiva, che agisce fondamentalmente nei modi seguenti:

- Ridistribuisce la pressione: lo spessore adeguato della medicazione distribuisce le forze su un'area più estesa, determinando così la ridistribuzione della pressione attraverso la riduzione percentuale dell’intensità delle forze applicate a livello cutaneo.

- Ridistribuisce le forze di taglio (o stiramento): la medicazione trasferisce le forze di taglio sulla cute al di fuori dell'area interessata. All'interno della medicazione l’interfaccia pluristratificata aiuta ad assorbire le forze di taglio. Inoltre la natura elastica dello strato di contatto agisce in tal senso, contribuendo ad assorbire le forze di taglio.

- Riduce l'attrito: l’attrito è sempre il risultato di due superfici che si muovono l’una rispetto all'altra. La consistenza e il materiale dello strato più esterno della medicazione può aumentare o ridurre l'attrito. Infatti, se la superficie della medicazione è scivolosa si riduce l'attrito, diversamente se ​​non lo è l'attrito aumenterà. E’ importante ridurre l'attrito perché esso genera le forze di taglio.

- Bilancia il microclima: il mantenimento dell’ambiente umido, tra il 40 e l’80% sulla superficie cutanea, ottimizza l’elasticità della pelle. Le medicazioni che trattengono l'umidità sulla superficie cutanea ne riducono la resistenza e la espongono al rischio di macerazione. Le medicazioni che assorbono troppa umidità possono predisporre la cute a lesionarsi. Questo è rilevabile attraverso evidenti segni di macerazione o di secchezza.

La medicazione con le caratteristiche sopradescritte, che può rappresentare un’ottima soluzione per un programma di prevenzione delle HAPU, è identificabile in Mepilex Border Sacrum, prodotta da Mölnlycke Health Care, una medicazione in schiuma di poliuretano pluristratificata, con strato di contatto in silicone morbido con Safetac, una tecnologia proprietaria esclusica di Molnlycke Health Care in grado di ridistribuire la pressione, ridistribuire e assorbire le forze di taglio, e gestire efficacemente il microclima cutaneo durante il periodo di permanenza in situ.

Gli strati di cui è costituita: strato di ritenzione, strato di diffusione e strato di assorbimento, mantengono un livello ottimale di umidità, riducendo il rischio di lesioni cutanee; inoltre, questi strati contribuiscono a disperdere le forze di taglio e a ridistribuire la pressione.

Inoltre, Safetac è parte costituente dello strato di contatto con la ferita e con la cute perilesionale. Per la prevenzione delle ulcere da pressione, la sua elasticità dissipa le forze di taglio e permette il riposizionamento della medicazione dopo la valutazione cutanea. Esistono evidenze cliniche12,13,14,15,16 che ne attestano la validità, in termini di riduzione del dolore per i pazienti, al momento del cambio della medicazione, e di prevenzione delle reazioni cutanee ed eventuali ulteriori traumi alla ferita e alla cute perilesionale.

Mepilex Border Sacrum fa la differenza: confrontata con nessuna medicazione e con prodotti analoghi della concorrenza, Mepilex Border Sacrum ha dimostrato sia di ridurre la frizione sia di mantenere un microclima cutaneo ideale.

I test in vitro hanno dimostrato che, comparata con medicazioni tradizionali, può ridurre gli effetti delle forze di taglio fino al 50% durante la sua permanenza in situ, rispetto all’utilizzo di nessuna medicazione17. I test rivelano anche che, comparata con medicazioni tradizionali, Mepilex Border Sacrum, grazie ai suoi cinque strati, mostra delle caratteristiche superiori, in termini di ritenzione di liquidi, mantenendo in maniera ottimale il corretto microclima e la cute asciutta18.

Con questa medicazione, MHC si propone di supportare il personale sanitario nell’affrontare le problematiche legate alle ulcere da pressione, riconoscendo l’importanza delle strategie di prevenzione.

Bibliografia

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5.     5.  Russo CA, et al. Hospitalizations related to pressure ulcers. US: for Healthcare Research and Quality (US);  2008 Dec. Report no.: HCUP Statistical Brief #64.

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15.  15.  Wiberg AB et al. Preventing maceration with a soft silicone dressing: in-vitro evaluations.
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17.   17. Bill, B. et al. Wound Dressing Shear Test Method (Bench) Providing Results Equivalent to Humans. For Mölnlycke Health Care.

18.   18. Farkhondeh Feili (Research and Development Department, Mölnlycke Health Care, Gothenburg, Sweden) A LABORATORY EVALUATION OF THE FLUID RETENTION PROPERTIES OF ABSORBENT DRESSINGS Poster presentation EWMA 2012.

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