Wound care

Le cicatrici e il ruolo delle medicazioni con Safetac®

Di: Mölnlycke Health Care, agosto 1 2014Pubblicato in: Wound care

La risoluzione dell’infiammazione durante la guarigione riduce il rischio di formazione di cicatrici, mentre il persistere della lesione determina un’infiammazione continua e una cronicizzazione del processo di guarigione1.  La continua fibrosi cutanea, porta alla formazione di cicatrici e, potenzialmente, a cicatrici deturpanti a seguito dell’accumulo progressivo di matrice. Le tipologie di cicatrici più comunemente diffuse comprendono la cicatrice ipertrofica, il cheloide, la cicatrice dilatata o cheloide dilatato, e la contrattura cicatriziale2,3. Le cicatrici, indipendentemente dalla loro tipologia, sono deturpanti e possono interferire con il normale funzionamento dei principali organi che vanno ad interessare, ad esempio, la cute e le sue strutture annesse.

Le cicatrici ipertrofiche sono riscontrabili nel 50% circa delle ferite chirurgiche e in più del 50% delle ustioni profonde portate a guarigione4. Si presentano generalmente arrossate, in rilievo e pruriginose e si sviluppano all’interno dei bordi delle ferite. I cheloidi, anche se in apparenza sono piuttosto simili alle cicatrici ipertrofiche, generalmente si estendono oltre i bordi della cicatrice originaria: essi possono manifestarsi in tutte le razze, ma le probabilità di insorgenza aumentano di 15 volte nei pazienti con pelle più scura.

L'incidenza dei cheloidi è di circa il 10% nelle ferite dei gruppi ad alto rischio. Le contratture cicatriziali sono particolarmente gravi e solitamente sono il risultato della perdita di estese aree cutanee, ad esempio a seguito di ustioni, e in ferite chirurgiche allineate in malo modo, non coincidenti con le linee di Langer (o linee di clivaggio della cute). Queste cicatrici causano la retrazione contemporanea dei bordi cutanei, coinvolgendo anche i muscoli e i tendini adiacenti, limitandone così la normale mobilità, e portando, come conseguenza, in alcuni casi, alla necessità di una plastica a “Z” (tecnica chirurgica utilizzata per l’allungamento o il cambiamento di direzione di una cicatrice cutanea per fini estetici o di mobilità) o di un innesto cutaneo. Le cicatrici dilatate compaiono quando le ferite chirurgiche sono stirate, a causa della tensione cutanea, durante il processo di guarigione. Esse hanno generalmente un colorito pallido, sono piatte, molli al tatto e asintomatiche, ma antiestetiche1.

Per trattare le cicatrici ipertrofiche e i cheloidi5 per oltre 20 anni è stato utilizzato con successo, a livello topico, il gel di silicone in placche. Il suo utilizzo specifico è supportato da dati derivati da parecchi studi clinici e raccomandazioni cliniche internazionali, incentrati sulla gestione delle cicatrici6.

E’ stato ipotizzato che esistono due meccanismi alla base dell’efficacia del silicone in placche, utilizzato nella prevenzione e nel trattamento delle cicatrici ipertrofiche. In primo luogo, le placche di silicone limitano la perdita di umidità dalla superficie cutanea e agevolano l’idratazione, e in secondo luogo le placche non limitano l’accesso di ossigeno alla superficie cutanea, grazie alla loro elevata permeabilità. Questo determina un aumento localizzato nella tensione di ossigeno, che porta a un’iporegolazione dei segnali che stimolano la crescita vicino alla superficie cutanea, in modo da prevenire / ridurre la formazione di cicatrici7.

Mepiform ®, una medicazione con Safetac, è stato valutato in una serie di studi, relativi al trattamento di cicatrici ipertrofiche. Saulsberry e altri8 hanno valutato quattro casi in cui è stato utilizzato Mepiform per la gestione di cicatrici formatesi a seguito di incisioni chirurgiche e ustioni. Per tutto il periodo di trattamento (di almeno 6 mesi per ogni paziente), la medicazione è stata in grado di rimanere in situ sotto un indumento compressivo, senza arrotolarsi ai bordi e senza ostacolare la mobilità articolare. Le cicatrici, originariamente iperpigmentate, sono ritornate ad una pigmentazione più normale, con un aspetto più levigato ed elastico8. In uno studio che ha coinvolto 12 pazienti9,  l’utilizzo di Mepiform ha fatto registrare un significativo miglioramento delle cicatrici ipertrofiche. Uno studio osservazionale, condotto per valutare l’efficacia di Mepiform su cicatrici post-ustione e su altre cicatrici di natura traumatica, in pazienti sia pediatrici che adulti (n=87), in regime ambulatoriale, ha evidenziato che l’aderenza e la semplicità di applicazione di Mepiform hanno contribuito ad aumentare l’osservanza del paziente al trattamento, così come a migliorare qualitativamente le cicatrici e il comfort del paziente10. Queste conclusioni sono state riproposte anche in altri studi riguardanti Mepiform11.

In uno studio clinico randomizzato (RCT) su 11 pazienti con cicatrici ipertrofiche post-operatorie, i partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi, in maniera randomizzata, per essere sottoposti al trattamento con Mepiform o senza alcuna medicazione (Tabella 13). I pazienti trattati con Mepiform hanno mostrato miglioramenti maggiori e più rapidi, rispetto a quelli del gruppo in cui la cicatrice non è stata trattata in alcun modo, come rilevato dalla Vancouver Scar Scale. Commentando i risultati, gli autori concludono che Mepiform fornisce un valore aggiunto, rispetto alle medicazioni non adesive in gel di silicone12, poichè resta in situ e il suo utilizzo minimizza i danni allo strato corneo al momento della rimozione. Questo fatto è stato ulteriormente dimostrato in un “case study”, in cui l’uso precoce di Mepiform ha evitato con successo la formazione di cicatrici, in seguito ad una grave lacerazione della fronte5. Mepiform è stato utilizzato con successo anche nel trattamento di cicatrici che si sono formate dopo interventi chirurgici al seno13.

Bibliografia

  1. Meyer, F.J., burnand, k.g., Abisi, S. et al. Effect of collagen turnover and matrix metalloproteinase activity on healing of venous leg ulcers. Br J Surg 2008; 95: 3, 319-325.
  2. Tredget, E.E., Nedelec, b., Scott, p.g., ghahary, A. Hypertrophic scars, keloids, and contractures. The cellular and molecular basis for therapy.  Surg Clin North Am 1997; 77:3, 701-730.
  3. Clark, C. Scars: how pharmacists can help. Pharm J 2005; 275: 7370, 451-454.
  4. Chapman, T.T. Burn scar and contracture management. J Trauma 2007; 62: 6 Suppl, S8.
  5. Meuleneire, F. Using a soft silicone dressing (Mepiform) to prevent scarring in an acute traumatic wound. Wounds UK 2007; 3: 4, 134-135.
  6. Mustoe, T.A., Cooter, R.D., Gold, M.H. et al. International Advisory Panel on Scar Management. International clinical recommendations on scar management. Plast Reconstr Surg 2002; 110: 2, 560-571.
  7. Gilman, T.H. Silicone sheet for treatment and prevention of hypertrophic scar: a new proposal for the mechanism of efficacy. Wound Repair Regen 2003; 11: 3, 235-236.
  8. Saulsberry, C.M., Abney, S.b., landry, k.N. An evaluation of a new silicone dressing for the management of hypertrophic scars. Poster presentation at the 12th Symposium on Advanced Wound Care and Medical Research Forum on Wound Repair, Anaheim, California, United States of America, 1999.
  9. Middelkoop, E., Van Uhen, E., Vloemans, J. The use of Mepiform silicone dressing as treatment for hypertrophic scars. Poster presentation at the European Wound Management Association conference, Stockholm, Sweden, 2000.
  10. Cain, V.J., mcmahon, L.R., O’Donnell, F.J. et al. Effectiveness of a silicone adherent dressing on post burn scar. Poster presentation at the American Burn Association conference, Boston, United States of America, 2001.
  11. Forest-Lalande, l. Hypertrophic scar management: our experience with Mepiform dressing. Poster presentation at the 7th Annual Canadian Association of Wound Care conference, London, Ontario, Canada, 2001. hipocratico (primum non mocere); use apositos de silicona. Poster presentation at VII Simposio Nacional Úlceras por Presión y Heridas Crónicas, Tarragona, Spain, 2008.
  12. Majan, J.l. Evaluation of a self-adherent soft silicone dressing for the treatment of hypertrophic postoperative scars. J Wound Care 2006; 15: 5, 193-196.
  13. Philandrianos, C., Lavie, A., Perchenet, A.S., Magalon, G. Prise en charge des cicatrices mammaires post operatoires. Poster presentation at the 13eme Conference Nationale des Plaies et Cicatrisations, Paris, France, 2009.
Seguici su

Indagine internazionale Safetac
Indagine internazionale Safetac

 Obiettivo di questa indagine è stato valutare le medicazioni con la tecnologia propietaria esclusiva Safetac di Mölnlycke...

Ogni essudato ha la sua storia
Ogni essudato ha la sua storia

Quali sono le principali sfide che insorgono con la gestione delle lesione essudati?  La gestione dell'essudato è il raggiungimento...