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Sistema Sanità, ulteriori tagli: a rischio la qualità del servizio, ma una risposta c’è...

Di: Mirko Bresciani, settembre 17 2015Pubblicato in:: The Mölnlycke Health Care blog

L’Intesa che sancisce la riduzione di 2,352 miliardi di euro del fondo sanitario a decorrere dal 2015 e valida anche per il 2016 ha ricevuto il via libera dalla Conferenza Stato Regioni, lasciando ancora un arco temporale di sei mesi per rivedere costi e prestazioni di beni e servizi come dispositivi medici, specialistica, riabilitazione, cliniche private e personale.

Le misure non sono state libere da critiche, infatti alcune regioni non hanno partecipato al tavolo delle trattative come il Veneto, la Lombardia e la Liguria. Contestazioni che comunque non hanno impedito la firma dell’intesa.

Massimo Garavaglia, Coordinatore degli assessori finanziari in Conferenza Regioni, e assessore al bilancio della Lombardia dopo la conferenza Stato-Regioni ha affermato:

La Lombardia, così come il Veneto e la Liguria, non ha partecipato all'intesa sui tagli, alla sanità perché mettono a rischio l'aspettativa di vita della popolazione... con questi tagli ci si avvicina alla soglia del 6,5% di incidenza della spesa sanitaria sul Pil. Sotto questo livello si riduce per l'appunto l'aspettativa di vita della popolazione. Al di là quindi dei miglioramenti qualificati e che si possono fare in diverse realtà territoriali, il livello del fondo sanitario è al limite, visto l'imminente manovra che Renzi ha già annunciato. L'importante è di avere chiaro questo punto a meno di non voler fare come, la Grecia che ha visto aumentare la mortalità infantile a causa dei tagli

Questa rivisitazione del budget si inserisce in un sistema già compromesso da azioni correttive che nel tempo si sono susseguite.

Dal 2008 al 2015 sono già stati cancellati 17,5 milliardi di euro dal budget Sanità. Tutto questo non in linea con un aumento demografico della popolazione e in un contesto come quello italiano con la popolazione più anziana d’Europa. (Un italiano su 5 ha, infatti, più di 65 anni1).

E dove soltanto l’8,8% del prodotto interno viene speso in sanità, contro una media Osce del 8,9%. Percentuale in linea con la media europea ma lontana dagli investimenti di altre nazioni come i Paesi Bassi 11,1%, Svezia e Germania 11% e Francia 10%.

Prima ancora di sedersi a un tavolo delle trattative per decidere eventuali tagli alla spesa del Sistena Sanitario, con possibili ripercussioni sulla qualità del servizio e conseguentemente sulla salute dei pazienti, sarebbe stato opportuno puntare su un riammodernamento che generi efficenza.

Su questa linea anche il Responsabile scientifico del Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, Mariano Corso che in un articolo del 30 agosto u.s. sul Corriere della Sera ha affermato:

Solo attraverso un investimento in innovazione e ricorrendo in particolare alle tecnologie digitali è possibile fermate quel processo di progressivo deterioramento che rischia al tempo stesso di rendere qualitativamente inaccettabile ed economicamente insostenibile i servizi del sistema socio-sanitario.

Affermazione che si discosta dalla fotografia attuale dell’Italia, infatti, la spesa ICT (Information and Communication Technology) in italia è di 23 euro l’anno per abitante contro i 70 euro della Danimarca, 63 euro della Svezia, 60 euro della Gran Bretagna e 40 euro della Francia.

Una rivoluzione Digitale della Sanità - continua Mariano Corso - potrebbe finanziare in maniera importante la modernizzazione del sistema consentendo risparmi pari a 15 milliardi l’anno per il Sistema Paese.

1. Secondo Eurostat Pocketbooks “European Social Statistics” 2013 Edition, la percentuale di over 65 in Italia è del 21,2%, il valore più alto d’Europa.

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