Saper scegliere il trattamento corretto

Il trattamento dell'EB richiede molta attenzionene e alcuni accorgimenti. Consigliamo di seguire sempre le linee guida del team medico specialistico. Quando si formano le vescicole, dovrebbero essere incise con un ago sterile nel loro punto più basso, per impedirne la propagazione.

Se la parte superiore della vescicola rimane intatto, ed è su una parte del corpo che non sarà strofinata, generalmente non è necessario applicare una medicazione.

Laddove la parte superiore della vescicola si sia aperta o un infortunio ha causato la perdita della pelle, o per coloro che hanno cronicamente ferite aperte, sono disponibili una gran varietà di medicazioni.

Infezioni

Quando la pelle si rompe, si perde la barriera alle infezioni. È importante mantenere la ferita pulita. L’uso di creme o unguenti contenenti antisettici potrebbe aiutare a tenere a bada l’infezione.

Segni di infezione includono: 

  • Ritardo nella guarigione o estensione della ferita
  • Febbre
  • Scarsa alimentazione, diarrea e vomito nei bambini
  • Pus
  • Aumento del dolore
  • Odore
  • Rossore

Possono non essere presenti tutti questi segni, ma se si ha la sensazione che la ferita possa essere infetta, bisogna consultare immediatamente il proprio medico.

Dolore

L’EB è una condizione dolorosa. Le vescicole e le ferite causano dolore, ma il dolore può anche provenire da altre parti. Il personale medico può prescrivere medicazioni per ridurre il dolore.

Scegliere la medicazione corretta aiuterà a ridurre il dolore al cambio di medicazione. Le medicazioni Mölnlycke Health Care con Safetac® hanno una superficie delicata che impedisce alla medicazione di danneggiare la ferita o la cute, quando viene rimossa.

Tutti i prodotti Mölnlycke Health Care sono prescrivibili nel piano terapeutico presso i centri di riferimento e forniti dalla Asl di appartenenza .

Per la legge italiana l’EB è una malattia rara e risponde al codice patologia RNO570.

Seguici su

-

Epidermolisi Bollosa: cos'è

L’EB è una malattia rara (in Italia colpisce 1 bambino ogni 82.000 nati) e, come spesso accade, è anche una malattia “orfana”, nel senso che la sua esiguità numerica attira...